La seconda conferenza organizzata nell’ambito del festival Terrincanto 2025 si è tenuta la mattina di sabato 24 maggio nella cornice del castello di Canneto.
Il presidente di Terre di Walfredo APS, Carlo Quaglierini, ringraziando il Comune di Monteverdi Marittimo per il patrocinio all’iniziativa, trasmette i saluti del senatore Patrizio La Pietra e del vescovo di Massa Marittima Carlo Ciattini, che non sono potuti intervenire. Introduce quindi l’argomento auspicando sempre nuove iniziative a difesa delle imprese agricole sul territorio.
«Il festival Terrincanto celebra la bellezza delle nostre terre, da recuperare e salvaguardare. Nata il 12 ottobre 2024, la nostra associazione riunisce tante e diverse competenze; ha già partecipato a numerosi bandi e organizzato diversi eventi.
Lo scopo delle tre conferenze organizzate per questa edizione del festival è presentare e far conoscere le istituzioni che fanno parte, assieme ai cittadini e alle associazioni e alle imprese, di un complesso e delicato sistema, in cui dialogano fra loro tanti aspetti: la tutela ambientale, la geotermia, l’agricoltura, la protezione dai dissesti idrogeologici. Grazie a tutti coloro che hanno collaborato in questa iniziativa, donando materiale e competenze e bellezza.»
Stefano Berti, direttore del Distretto Rurale e Biologico della Val di Cecina, manifesta apprezzamento per chi tiene vivo il territorio con iniziative come Terrincanto.
Nati a livello nazionale nel 2001, corrispondentemente a una maggiore autonomia delle province, i distretti rurali si occupano di valorizzazione e di governance del mondo rurale e hanno visto un successivo riorganizzamento da parte della regione Toscana nel 2017.
Il Distretto Rurale e Biologico della Val di Cecina affronta una complessità di scopi, offrendo strumenti di supporto e di facilitazione ai portatori di interesse, senza sovrapporsi alle istituzioni e alle associazioni di categoria, ma integrandosi e lavorando assieme ad esse.
La presenza di tre milioni di presenze turistiche ogni anno in queste zone ci spinge a interrogarci circa le aspettative di chi viene qui: i territori, i borghi, l’arte e l’archeologia, il turismo enogastronomico… La domanda turistica è piuttosto chiara; è la risposta che deve rendersi appropriata.
Venendo meno la sostenibilità economica, oggi purtroppo chiudono sempre più aziende legate all’agricoltura e alla zootecnia; ridotti ormai a un quarto gli allevamenti di ovini. La sfida è puntare a un’offerta valida e competitiva in una ristorazione che valorizzi la produzione locale della Val di Cecina. I problemi dei ristoratori sono nel reperimento dei prodotti locali e nella logistica del trasporto.
Il progetto A tavola con i prodotti della Val di Cecina nasce per promuovere il coordinamento tra produzione, trasformazione e consumo dei prodotti agricoli di eccellenza. Il capofila è la cooperativa Terre dell’Etruria; il progetto si rivolge ai ristoratori, agli agriturismi, a chi si occupa di somministrazione di alimenti.
Un’altra iniziativa è il portale A casa tua: famiglie, scuole, ristoratori, possono acquistare direttamente i prodotti della Val di Cecina e richiederne la spedizione. Infine, è in corso un progetto di mappatura con l’Università di Pisa, per il reperimento di macrodati.
Le mense scolastiche sarebbero disponibili all’acquisto dei prodotti locali, ma necessitano di un unico interlocutore. Un percorso virtuoso replicabile è un progetto a partecipazione pubblica, in cui sono stati coinvolti sei comuni della piana fiorentina per la gestione delle mense scolastiche, con risultati soddisfacenti: non hanno aumentato le rette ma hanno incrementato la presenza dei prodotti locali puntando – anche eticamente – alla drastica riduzione degli sprechi.
Attualmente, osserva Berti, sono presenti in Val di Cecina tanti soggetti locali: tutti i componenti dell’Assemblea di Bacino che hanno contribuito alla stesura del Contratto di Fiume sottoscritto nel 2022; i comuni interessati dalla Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI: una politica nazionale di sviluppo e coesione territoriale che dovrebbe contrastare la marginalizzazione ed i fenomeni di declino demografico propri delle aree interne del nostro Paese); il GAL Terre Etrusche per la gestione delle risorse comunitarie…
È necessario semplificare, utilizzare strumenti comuni, creare una cabina di regia unica per diversi progetti. Un nuovo progetto di governance è stato presentato dal Distretto Rurale a 15 comuni, e le amministrazioni l’hanno tutte approvato. Il modello è stato quindi inviato in Regione, e se ne sta ora studiando la realizzazione pratica.
Il Distretto Rurale non può trascurare, inoltre, la questione dell’agrivoltaico: è un aspetto che deve essere affrontato prima di tutto sul piano politico, perché gli agricoltori ricevono offerte economiche ingenti per i loro terreni agricoli, da sfruttare per il posizionamento dei pannelli fotovoltaici. Ma si devono studiare e promuovere altri sistemi: si possono usare le coperture degli edifici esistenti, le cave dismesse, le vecchie aree artigianali. Il territorio può e deve essere protagonista per stimolare e valutare l’operato delle amministrazioni a tutela dell’attività agricola.
Gli agriturismi sono oggi gravati da un gran numero di normative e balzelli; ma vanno anche controllati sulla prevalenza dell’attività agricola, riconoscendo quelle che sono semplicemente aziende turistiche in campagna. La TARI, pertanto, dovrebbe essere commisurata.
Chi fa agricoltura, infine, deve sentirsi tutelato e chiamato in causa anche per la valorizzazione paesaggistica e la trasmissione della cultura locale. Ad esempio, la manutenzione della sentieristica potrebbe essere affidata dalle amministrazioni locali agli agricoltori frontisti o agli agriturismi che la farebbero gratis, magari con un contributo alle spese.
Interviene quindi Marco Pacini, presidente di Coldiretti Pisa , che raccoglie 1500 soci nella provincia, svolgendo diverse attività.
- Intermediazione: raccogliere le esigenze del territorio per avere strumenti normativi adeguati.
- Promozione del made in Italy.
- Tutela: proteggere il reddito degli imprenditori agricoli, che lavorano con passione e amore ma spesso vivono il futuro con apprensione.
La giornata della biodiversità appena celebrata ci ricorda che il patrimonio agricolo italiano è assolutamente unico e da tutelare.
Chi fa agricoltura non soltanto lavora nello sviluppo della produzione locale, garanzia di qualità, ma si spende per la tutela e l’utilizzo consapevole dell’acqua. L’agricoltore è inoltre il primo custode del territorio per la lotta al dissesto idrogeologico.
Coldiretti sostiene gli agricoltori promuovendo l’acquisto consapevole, grazie alla diffusione dei mercati ortofrutticoli a km 0.
Dialoga poi con la regione Toscana nell’individuazione di aree idonee per l’installazione degli impianti fotovoltaici a terra (12 km quadrati erano stati previsti nel comune di Monteverdi Marittimo negli unici territori non boscati – il 10% del territorio, sottolinea Quaglierini – ma fortunatamente c’è stato un ricorso al TAR).
Da una parte, c’è l’esigenza di energia pulita; dall’altra, quella di proteggere i luoghi dallo sfruttamento indiscriminato. Ad esempio, i territori del Volterrano attraversati un tempo dalla transumanza proveniente dalla Sardegna, via mare su velieri, oggi sono paesaggi da tutelare: non si può riempirli di fotovoltaico.
Per quanto riguarda il piano faunistico e venatorio, sono previste revisioni nazionali. Coldiretti vaglia e dà indicazioni, anche in merito alla presenza dei grandi canidi predatori. Un censimento è stato fatto con il procedimento del wolf howling, ma il maggior numero di risposte vocali da parte dei lupi non necessariamente corrisponde a un aumento della popolazione. Si sta ora svolgendo un monitoraggio scientifico con la supervisione del professor Marco Apollonio, per una gestione consapevole della specie nei prossimi anni, e per un approccio corretto ai fini della sua protezione.






